Incentivi

Cos'è la detrazione 50% IRPEF?

Chi sostiene spese per i lavori di ristrutturazione edilizia può fruire della detrazione d'imposta Irpef pari al 50%. Per le spese sostenute fino a tutto il 2018.

Possono usufruire della detrazione sulle spese di ristrutturazione tutti i contribuenti assoggettati all'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno nel territorio dello Stato. L'agevolazione spetta non solo ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese:

  • Proprietari o nudi proprietari;
  • Titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • Locatari o comodatari;
  • Soci di cooperative divise e indivise;
  • Imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce;
  • Soggetti indicati nell'articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.

L'IVA PUO ESSERE DETRATTA (SEMPRE IN MISURA DEL 25%)

IL CONTRIBUENTE HA DIRITTO A DETRARRE ANNUALMENTE LA QUOTA SPETTANTE NEI LIMITI DELL'IRPEF DOVUTA PER L'ANNO IN QUESTIONE.
(ESEMPIO: Se la quota annua detraibile è di 1.200 euro e l'Irpef (trattenuta dal sostituto d'imposta, o comunque da pagare con la dichiarazione dei redditi) nell'anno in questione ammonta a 1.000 euro, la parte residua della quota annua detraibile (200 euro) non può essere recuperata in alcun modo)

PER FRUIRE DELLA DETRAZIONE È NECESSARIO CHE I PAGAMENTI SIANO EFFETTUATI CON BONIFICO BANCARIO O POSTALE DA CUI RISULTINO:

  • causale del versamento
  • codice fiscale del soggetto che paga
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

(Al momento del pagamento del bonifico, banche e poste devono operare una ritenuta a titolo di acconto dell'imposta dovuta dall'impresa che effettua i lavori. Dal 6 luglio 2011 (data di entrata in vigore del decreto legge n. 98/2011) questa ritenuta è pari al 8%.)

PER L'OTTENIMENTO DELLA DETRAZIONE FISCALE SARÀ OBBLIGATORIO REGISTRARE L'IMPIANTO FOTOVOLTAICO SUL PORTALE ENEA (a cura di AR ENERGY Srls)


Cos'è il regime di scambio sul posto?

Lo scambio sul posto è un meccanismo attraverso il quale viene valorizzata tutta l'energia immessa in rete dall'utente nella rete elettrica. Non si tratta di una vendita, ma di una forma, appunto, di valorizzazione dell'energia immessa in rete. Potremmo definire lo scambio sul posto come un rimborso parziale delle bollette pagate, in relazione all'energia immessa in rete.

Tale valorizzazione non tiene conto solo dell'elettricità immessa, ma anche dell'energia che viene prelevata dalla rete per i propri consumi. Si tratta, in altre parole, di compensazione economica tra immissioni e prelievi.

ESEMPIO: Se cedo alla rete 2.000kWh (immissione) in un anno e ne prelevo 800kWh (prelievo), avrò pagato le bollette per gli 800kWh prelevati, ma con lo scambio sul posto posso ottenere un contributo a titolo di "rimborso parziale" delle bollette pagate. Quando si parla di compensazione tra immissioni e prelievi non si fa riferimento, come un tempo, alla quantità di energia, ma al suo valore economico, agli oneri e servizi normalmente addebitati in bolletta.

In effetti per il calcolo del contributo sono sufficienti due soli dati di lettura: chilowattora immessi e prelevati. I primi sono quelli riconosciuta dal GSE, i secondi sono quelli che vengono pagati in bolletta dall'utente al proprio operatore elettrico. Se a fine anno il valore dell'energia immessa in rete è maggiore del valore dell'energia prelevata dalla rete, si hanno delle ECCEDENZE. Queste possono, a richiesta, essere liquidate dal GSE.